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venerdì 2 maggio 2014

1° MAGGIO NEL RICORDO DI GRAMSCI


Da "Gramsci e il suo tempo", Longanesi, Milano
       Nella foto alcuni giornali con articoli sulla morte di Antonio Gramsci. Egli morì il 27 aprile 1937, dopo 11 anni di sofferenze nelle prigioni fasciste.
       Leggiamo, ad iniziare dalla scuola, le sue opere: le "Lettere dal carcere", i "Quaderni del carcere".
       Il nome di Gramsci è scritto a lettere d'oro sulla bandiera dei veri lavoratori. Dalle opere e dai comportamenti emergono la sua umanità e i valori di onestà e giustizia.
       Chi si batte per questi valori e contro la corruzione, oggi, può definirsi gramsciano.
       La sua voce viene dalla lontananza e dall'isolamento del carcere. Ma parla sempre al nostro cuore e alla nostra intelligenza.

giovedì 5 gennaio 2012

UN RAGAZZO DEGLI ANNI 70

Peppino con i giovani e le donne
       Peppino Impastato avrebbe compiuto 64 anni. La sua storia è raccontata da M.T. Giordana nel film "I cento passi".
       E' un giovane di Cinisi (Palermo). Si forma nel '68. Lotta con coraggio contro la mafia. Ne denuncia gli scempi compiuti con la connivenza di politici e amministratori. Riesce a bloccare, anche, la costruzione di un complesso turistico sulla costa.
       La motte del 9 maggio '78, Peppino torna a casa dalla sua radio. Un mafioso lo ferma, lo lega ai binari della linea Palermo-Trapani sopra una carica di tritolo. E lo fa saltare in aria.
       Quali i suoi strumenti di lotta? Comizi in piazza, mostre fotografiche, un Circolo culturale e musicale, un giornale, "Radio Aut" (creata nel '76). Nel suo programma, "Onda pazza", prende in giro gli esponenti politico-mafiosi con l'arma dell'ironia.
       Perché non usate questi strumenti di comunicazione, nelle nostre città, per sensibilizzare e coinvolgere i cittadini?