giovedì 9 maggio 2024

ALDO E PEPPINO

        09.05.2024- Oggi il pensiero dominante va a Aldo Moro e agli uomini della sua scorta e a Peppino Impastato, massacrati i primi dalle br (brigate rosse) e l'altro dalla mafia il 9 maggio 1978.

       Davanti agli occhi il funerale di Peppino, che considero un fratello: la madre Felicia e il fratello Giovanni con il pugno alzato dietro alla bara.

       Quel pugno che anch'io mantengo simbolicamente alzato! E lo abbasserò soltanto quando vedrò in gran parte realizzati quei valori, al primo posto la dignità umana, il territorio e l'ambiente, l'antimafia, la pace, per cui lottava il nostro Peppino e per cui vale la pena di vivere.

       In foto "I funerali di Peppino Impastato" da "La memoria e l'arte. Cultura e Impegno nella Casa di Felicia e Peppino Impastato"- a cura di Paolo Chirco, Giovanni Impastato, Pino Manzella- Arti Grafiche Abbate, Cinisi 2014.



lunedì 12 febbraio 2024

PASOLINI E IL SUD

        Lo storico Mirko Grasso e Pasolini

12.02.2024. Ricordiamo l'articolo che lo storico di Galatone Mirko Grasso scrisse su "Repubblica" il 12 febbraio 2022, in occasione del centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini.

       Mirko è uno studioso dello scrittore e regista friulano. Mette in rilievo, con riferimenti diretti alla sua vita e alle sue opere, il profondo legame di Pasolini con la Puglia e il Salento.

       L'augurio è che si diffondano, innanzitutto nel Salento e nelle scuole, iniziative e attività per una maggiore conoscenza di Pasolini.



 

martedì 15 agosto 2023

"UNA SCUOLA DIVERSA. COME IN UN FILM"

           E' il titolo del mio secondo libro, scritto da tempo e in via di pubblicazione.

         Costa salentina. Esterno. Sera. La macchina da presa inquadra due barche, che s'incontrano sul mare. E' la prima immagine del mio ricordo-racconto.

          Il libro nasce dall'incontro d'amore con le mie alunne e i miei alunni.

          Come ci ricorda Saba nella poesia "Passioni", "Il cuore batte a sinistra".

mercoledì 19 luglio 2023

UN NUOVO INCENDIO NEL SALENTO ALLA REGGIA-MONTAGNA SPACCATA

           Ennesimo incendio il 18 luglio 2023 in località "La Reggia-Montagna Spaccata", 900 m. circa di costa salentina appartenente al territorio di Galatone (Le), tra le marine di Gallipoli, Sannicola e Nardò.

          L'Amministrazione pro-tempore sta spendendo milioni di euro per distruggere strade, piazze, alberi d'alto fusto, quasi semisecolari, anche di specie salentina, che ci donano ossigeno. E non spende nemmeno 1 euro per la nostra salute, la sicurezza del paese e dell'ambiente naturale, la zona costiera SIC (Sito di Interesse Comunitario).

          Amministratori acefali, muli, sordi alle proposte costruttive di singoli e associazioni come "Galatone Bene Comune" e "Nuova Galatone"!


          "Sicurezza, studio idrogeologico e controllo dei luoghi, strada litoranea provvisoriamente a senso unico e con possibilità di parcheggio": queste le proposte nella loro essenzialità e già formulate da oltre 5 anni.

          Gli amministratori comunali e regionali non le recepiscono e non le mettono in pratica? Vuol dire che considerano prevalenti gli interessi privati e non la nostra salute e l'ambiente.

 

domenica 9 luglio 2023

SAPER LEGGERE SOTTO IL "VELAME DE LI VERSI STRANI"

 


          09.07.2023. In tempi di muri della vergogna (cocciutaggine), proliferano Amministrazioni ibride, di specie diverse, sterili.

          Ne avanzano alcune, frutto dell'incrocio tra una cavalla e un asino. Altro che Cerbero, dalle tre teste e "bramose canne"!

          In foto, ricordo di scuola: Dante- Inferno, Canto VI, versi 25-27, illustrazione di Gustavo Dorè.

lunedì 3 luglio 2023

GALATONE (LE): FUOCO E FOCUS SU PIAZZA S. ANTONIO E SUL MONUMENTO AI CADUTI

 L' Associazione politico-culturale "Galatone Bene Comune", supportata dall'Associazione culturale "Nuova Galatone", presenta una petizione popolare contro il progetto insipiente, insensato e dannoso di una Amministrazione comunale arrogante. I nuovi barbari hanno in mente, nel silenzio e senza informazioni ai cittadini, di distruggere piazze, strade e anche il Monumento ai Caduti.  

Il mondo della cultura e dell'associazionismo deve suscitare il coinvolgimento della gente per una Piazza non a misura d'auto, ma di bambini, come luogo verde e d'incontro di residenti e visitatori.



venerdì 23 giugno 2023

GIOVANNI E PEPPINO IMPASTATO: IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA


        Continua il colloquio con Giovanni e Peppino. Passo alla 2^ parte del libro di Giovanni "Mio fratello. Tutta una vita con Peppino", intitolata "Amore non ne avremo".

       Scorrono, nella memoria, le immagini degli anni '60 e '70. Le vittorie del Milan e dell'Inter, di Gimondi al Tour de France e Modugno a Sanremo, il '68 e l'autunno caldo, la strage di Piazza Fontana, le brigate rosse e il rapimento di Moro.

       La scoperta del padre mafioso e dello zio Cesare Manzella capomafia, ucciso nel 1963 in una guerra di mafia, segnano Peppino nel profondo. Prende la sua strada, "in direzione ostinata e contraria": come De Andrè e don Gallo. "Se questa è la mafia, io per tutta la vita mi batterò contro".

       In questa situazione c'è bisogno di spazi, dove i giovani possano incontrarsi, divertirsi, esprimersi liberamente, maturare una coscienza civile e politica. Peppino, insieme con un gruppo di giovani, crea il giornale "L'idea socialista", il circolo "Musica e Cultura", "Radio Aut". Informa che il capomafia Tano Badalamenti gestisce il traffico di droga e armi, fa scempio del territorio e dell'ambiente. Accusa amministratori e politici di corruzione e complicità con la mafia. "La mafia è una montagna di merda".

       La situazione precipita. Peppino è cacciato di casa dal padre. Perde per malattia lo zio Matteo, il suo punto di riferimento in famiglia. Dalla sua parte è la madre Felicia, che si ribellerà alla cultura dell'omertà e del silenzio e al processo accuserà Badalamenti di aver ucciso suo figlio. Il padre, al ritorno dal viaggio in America, muore investito da un'auto, ma secondo Peppino ammazzato dalla mafia.

       Peppino e i suoi compagni decidono di partecipare alle elezioni comunali in una lista di "Democrazia Proletaria". Ma la sera dell'8 maggio 1978 scompare per sempre.